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Chi di voi non ha una preferenza all’interno delle coppie famose. C’è chi preferisce Robin a Batman, chi preferisce Holly a Benji, chi ancora preferisce Ollio a Stanlio…bene io preferivo Mauro Repetto a Max Pezzali nei mitici 883.

Si si, Mauro Repetto era il biondino che saltava come un pazzo cercando una sua identità nelle canzoni degli 883.
Correva l’anno 1992 e scoppia la 883-mania. Max Pezzali e Mauro Repetto (due giovani che hanno appena terminato il liceo) raggiungono il successo con l’album “Hanno ucciso l’uomo ragno”. L’anno successivo esce “Nord sud ovest est” ed è un altro successone.

I due scrivono insieme le canzoni ma i problemi sono sui live: Max canta e Mauro si limita a ballare non trovando mai la sua vera dimensione.
Così il 14 gennaio 1994 Mauro comunica a Max la sua decisione di abbandonare la band e partire per inseguire il suo sogno made in USA.

Si, mi sentivo un pesce fuor d’acqua: in realtà, le canzoni per me erano quasi una scusa per stare insieme con il mio migliore amico; non avevo mai pensato di ritrovarmi in un “can can” che ci aveva trasformato in veri e propri idoli per migliaia di ragazzi. Mi ricordo che entrai in crisi è iniziai a chiedermi sempre più spesso: “Ma io che cosa voglio veramente dalla mia vita, dal mio futuro?”. In più, mi sentivo senza talento, e ciò accresceva la mia insoddisfazione. Non sapevo cantare, non sapevo suonare…e ballavo come un forsennato. Mi sentivo inutile, un peso pure per Max, perché quello non era più il gioco di due ragazzi e io non sapevo più chi ero veramente. Stavo impazzendo. Non [ne avevamo parlato] apertamente, ma lui aveva capito tutto. Mi consigliò anche d’imparare a suonare il basso in modo da preparare le melodie di un nuovo disco, ma fu inutile. Così, il sabato di Pasqua del 1994, dopo esserci visti a casa sua, ci fu l’addio. Ricordo che Max mi disse: “Ok Mauro, ci vediamo lunedì alle 14”. lo, abbassando gli occhi, replicai: “Max, io veramente parto per l’America. Vado a Miami. […] Aveva capito il mio disagio. Ci mettemmo d’accordo: lasciai a Max il marchio 883 e conservai i diritti d’autore sulle canzoni pubblicate. Devo dire che ho ancora nelle orecchie le parole che mi disse mio padre la sera stessa a cena: “Sei un matto, altro che Uomo Ragno, tu hai ucciso la gallina dalle uova d’oro”. E fu inutile

In molti vi chiederete: “Che fine ha fatto Mauro Repetto?”

Repetto ha tentato la fortuna prima in America e poi in Francia, dove ha cominciato a lavorare a Eurodisney come cow-boy, finendo per far carriera nella produzione organizzativa, grazie ad un responsabile delle risorse umane del parco, che pochi anni prima aveva fatto l’erasmus a Pavia.
Sempre in Francia trova l’amore: sposa la designer Josephine (dalla quale ha due figli) e fonda, con lei, una ditta di design.

Nel 2012 passa al teatro, realizzando e interpretando “The Personal Coach”, una commedia in palinsesto per qualche mese al teatro Essalion di Parigi.

Torna nel mondo della musica nello stesso anno, partecipando al coro di “Sempre noi” di Max Pezzali e J-Ax e in veste di attore del videoclip.

Nel 2013 scrive con Max Pezzali i brani “Il presidente di tutto il mondo” e “Welcome Mr. President” pubblicati nell’album “Max 2”, nel quale canta una parte in francese. Nel novembre dello stesso anno torna sul palco, in una fugace apparizione a Milano, in compagnia dell’amico Max.

 

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