Oggi parliamo di colui che fu uno dei grandi protagonisti della seconda Repubblica, prima la svolta di Fiuggi del 1995 con cui fondò Alleanza Nazionale dalle ceneri del MSI e poi con la fondazione, con Silvio Berlusconi del PDL subito prima delle politiche del 2008.
La svolta politica per Ginfranco Fini avvenne mentre ricopriva la carica di Presidente della Camera nel 2010, in quanto fece spesso sentire la sua voce critica nei confronti del governo ed in particolare di Silvio Berlusconi.

Proprio in seguito ad un’aspra polemica, nella tesissima direzione nazionale del 2010, venne cacciato dal partito. Nell’estate dello stesso anno Fini diede vita a Futuro e Libertà e si alleò con UDC e Scelta Civica di Monti.

L’esito delle elezioni per il partito di Fini fu drammatico e Fini si dimise dal partito nell’assemblea nazionale del maggio 2013.

In molti vi chiederete: “Che fine ha fatto Gianfranco Fini?”

L’ex presidente della Camera in questo lungo periodo di assenza dalla scena politica ha scritto un libro: “Il ventennio. Io Berlusconi e la destra tradita”. Il titolo è abbastanza esplicativo…

Fini, nel frattempo, si gode la pensione da parlamentare (giusto quei 6.200 euro mensili) con una compagna molto più giovane di lui: Elisabetta Tulliani, in passato anche compagna di Gaucci.

Dopo aver definito l’attuale destra “statica ed immobile” Gianfranco ha deciso di tornare in campo (anche se non in prima persona) con un nuovo movimento politico: Liberadestra.
A settembre, durante la festa del tricolore a Mirabello, Fini ha lanciato il nuovo soggetto politico in modo ufficiale: “Con Liberadestra vogliamo costruire un’alternativa a Renzi, che, non solo ha la sindrome dell’annuncite ma in quello che fa, poco, non dà risposte agli interessi della gente e alle aspettative di chi lo ha votato”.

Ne sentiremo ancora parlare…forse…

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